antidolorifici
01/03/07
Sono stato a visitare una paziente oncologica. Avrei
voluto prescriverle un antidolorifico, del
Co-efferalgan
in compresse. Ma non ho potuto. Perché qualche
burocrate ha deciso che il
Co-efferalgan
in compresse va prescritto sul ricettario degli
stupefacenti, che non è il tipo di ricettario che ti
porti in borsa ma tieni piuttosto in ambulatorio
chiuso sotto chiave.
Quando in ambulatorio devi prescrivere un antidolorifico che la legge classifica come stupefacente, lo tiri fuori e lo scrivi a mano, su una carta a ricalco. Ricordate il ricalco, e la carta carbone? Era materiale che in Italia si usava fino al dopoguerra. La sanità italiana lo usa ancora oggi ai tempi di internet. Ora qualcuno pensa che se scrivo la ricetta a mano invece di stamparla con il computer, forse i pazienti non commettano qualche reato connesso con i farmaci antidolorifici - anche se quale reato non riesco davvero a immaginare. Certamente a mano si aumenta la possibilità di compiere errori che il computer eviterebbe, ma questo non conta. Credo che l’uso del ricettario a ricalco sia legato a qualche forma di espiazione che è giusto compiere in cambio della mancata sofferenza del paziente. Assieme alle altre regole legate a questa ricettazione, come non superare il mese di terapia, calcolato in difetto. Se con le scatole arrivo a venti giorni di terapia antidolorifica va bene, se il calcolo mi porta a trentadue giorni è invece reato. Quale reato? Lo ignoro, ma è roba da codice penale. E se per caso l’antidolorifico lo prescrivo in cerotto transdermico? Devo ricordarmi di specificare per iscritto “per via transdermica” alle volte al paziente oncologico venisse di arrotolare il cerotto e fumarselo come una sigaretta.
Con la mia paziente avevo però un’alternativa. Avrei potuto prescriverle il Co-Efferalgan a pagamento (la forma effervescente costa 6 euro). Perché per qualche alchimia, se il Co-Efferalgan si paga non è più uno stupefacente e si può prescrivere liberamente su ricettario bianco del medico, quello personale che si stampa in tipografia. La base giuridica di queste regole la ignoro, perché chi fa le leggi non è tenuto a spiegarle. Però almeno potrebbe firmarle, così almeno ci si regola.
Non è da pensare che con il ricettario bianco la prescrizione sia tutte rose e fiori. Perché comunque gli antidolorifici non sono “ripetibili”. Cioè la ricetta viene ritirata dal farmacista. Un’altra legge non firmata prevede che il medico debba apporre sulla ricetta non ripetibile il codice fiscale del paziente. La legge sulla privacy prevedeva che io potessi scrivere solo le iniziali del paziente, ma quest’altra mi fa aggiungere il codice fiscale. Tanto per essere certi di quale Mario Rossi (o M.R.) si tratti.
Se sto visitando a domicilio una paziente sotto colica renale a cui decido di prescrivere le gocce di Contramal le devo chiedere il codice fiscale. Siccome è difficile che lo ricordi a memoria, le devo chiedere di alzarsi dal letto e di cercare, subito, nei cassetti il tesserino del codice fiscale, sempre che desideri l’antidolorifico. Se mi facessi prendere dalla compassione e decidessi di farle comunque la prescrizione, sarei passibile di una multa salata. Ma anche se la paziente ricordasse a memoria il proprio codice fiscale, sarei comunque riluttante a scriverle le gocce, perché la multa si applica anche in caso di errore nel codice fiscale.
Io firmo le mie ricette. Che i politici, per favore, firmino le loro leggi.
(GB)
Aggiornamento del 9 maggio 2006. La prescrivibilità del Co-efferalgan è cambiata. Non per merito nostro, ma è una buona notizia.
"Sulla G.U. n.98 del 28/04/07 pubblicato il D.M. 18 Aprile 2007. In funzione della soppressione della nota alla tabella II sezione D al sopracitato D.M. per la specialità medicinale CO-EFFERALGAN 500mg+30mg-16 compresse- NON viene più richiesta la RICETTA MINISTERIALE a RICALCO quando prescritto per le indicazioni rimborsate (trattamento dolore severo in corso di patologie neoplastiche o degenerative) ma può essere prescritto con normale ricetta del SSN. Quando il medicinale non viene prescritto per le indicazioni rimborsate usare la ricetta bianca da rinnovarsi volta per volta"
Quando in ambulatorio devi prescrivere un antidolorifico che la legge classifica come stupefacente, lo tiri fuori e lo scrivi a mano, su una carta a ricalco. Ricordate il ricalco, e la carta carbone? Era materiale che in Italia si usava fino al dopoguerra. La sanità italiana lo usa ancora oggi ai tempi di internet. Ora qualcuno pensa che se scrivo la ricetta a mano invece di stamparla con il computer, forse i pazienti non commettano qualche reato connesso con i farmaci antidolorifici - anche se quale reato non riesco davvero a immaginare. Certamente a mano si aumenta la possibilità di compiere errori che il computer eviterebbe, ma questo non conta. Credo che l’uso del ricettario a ricalco sia legato a qualche forma di espiazione che è giusto compiere in cambio della mancata sofferenza del paziente. Assieme alle altre regole legate a questa ricettazione, come non superare il mese di terapia, calcolato in difetto. Se con le scatole arrivo a venti giorni di terapia antidolorifica va bene, se il calcolo mi porta a trentadue giorni è invece reato. Quale reato? Lo ignoro, ma è roba da codice penale. E se per caso l’antidolorifico lo prescrivo in cerotto transdermico? Devo ricordarmi di specificare per iscritto “per via transdermica” alle volte al paziente oncologico venisse di arrotolare il cerotto e fumarselo come una sigaretta.
Con la mia paziente avevo però un’alternativa. Avrei potuto prescriverle il Co-Efferalgan a pagamento (la forma effervescente costa 6 euro). Perché per qualche alchimia, se il Co-Efferalgan si paga non è più uno stupefacente e si può prescrivere liberamente su ricettario bianco del medico, quello personale che si stampa in tipografia. La base giuridica di queste regole la ignoro, perché chi fa le leggi non è tenuto a spiegarle. Però almeno potrebbe firmarle, così almeno ci si regola.
Non è da pensare che con il ricettario bianco la prescrizione sia tutte rose e fiori. Perché comunque gli antidolorifici non sono “ripetibili”. Cioè la ricetta viene ritirata dal farmacista. Un’altra legge non firmata prevede che il medico debba apporre sulla ricetta non ripetibile il codice fiscale del paziente. La legge sulla privacy prevedeva che io potessi scrivere solo le iniziali del paziente, ma quest’altra mi fa aggiungere il codice fiscale. Tanto per essere certi di quale Mario Rossi (o M.R.) si tratti.
Se sto visitando a domicilio una paziente sotto colica renale a cui decido di prescrivere le gocce di Contramal le devo chiedere il codice fiscale. Siccome è difficile che lo ricordi a memoria, le devo chiedere di alzarsi dal letto e di cercare, subito, nei cassetti il tesserino del codice fiscale, sempre che desideri l’antidolorifico. Se mi facessi prendere dalla compassione e decidessi di farle comunque la prescrizione, sarei passibile di una multa salata. Ma anche se la paziente ricordasse a memoria il proprio codice fiscale, sarei comunque riluttante a scriverle le gocce, perché la multa si applica anche in caso di errore nel codice fiscale.
Io firmo le mie ricette. Che i politici, per favore, firmino le loro leggi.
(GB)
Aggiornamento del 9 maggio 2006. La prescrivibilità del Co-efferalgan è cambiata. Non per merito nostro, ma è una buona notizia.
"Sulla G.U. n.98 del 28/04/07 pubblicato il D.M. 18 Aprile 2007. In funzione della soppressione della nota alla tabella II sezione D al sopracitato D.M. per la specialità medicinale CO-EFFERALGAN 500mg+30mg-16 compresse- NON viene più richiesta la RICETTA MINISTERIALE a RICALCO quando prescritto per le indicazioni rimborsate (trattamento dolore severo in corso di patologie neoplastiche o degenerative) ma può essere prescritto con normale ricetta del SSN. Quando il medicinale non viene prescritto per le indicazioni rimborsate usare la ricetta bianca da rinnovarsi volta per volta"